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Il prelievo delle cellule staminali emopoietiche può avvenire secondo due diverse modalità. La scelta avverrà su consiglio del trapiantologo , in base alle necessità del paziente e dalla disponibilità del donatore alla tipologia richiesta.
Da creste iliache: La donazione più tradizionale è quella del midollo osseo prelevato dalle creste iliache che avviene in anestesia generale, con un intervento della durata media di circa 45 minuti. Durante l'anestesia viene prelevata, mediante punture delle ossa del bacino, la quantità necessaria di midollo osseo, che è variabile in funzione dell'età e del peso del paziente (mediamente circa 1000 cc). Dopo il prelievo si preferisce tenere il donatore sotto controllo per 12-
Il rischio correlato al prelievo è essenzialmente quello relativo all'anestesia ed è quantificabile in circa 1:30/35.000. Normalmente il prelievo comporta solo un lieve dolore nella zona, dolore che, all'uscita dall'ospedale, si è di norma trasformato in un indolenzimento destinato a sparire in pochi giorni.
Durante il prelievo di midollo vengono di solito trasfuse due unità di sangue prelevate al donatore stesso circa 1 settimana prima. Questo garantisce al donatore l'assenza di qualunque rischio trasfusionale.
Il midollo prelevato al donatore si ricostituisce nell'arco di quattro settimane circa, riportandolo allo stato di partenza, senza alcuna menomazione o deficit..
Da sangue periferico:
Poiché il sangue periferico, di norma, non contiene sufficienti quantità di cellule staminali emopoietiche per un trapianto, è necessario, prima del prelievo, incrementare il loro numero. A tal fine viene somministrato al donatore un fattore di crescita (chiamato G-
A causa della stimolazione si possono avvertire alcuni disturbi, solitamente di lieve o moderata entità come : febbricola o febbre, cefalea, dolori ossei, senso di affaticamento, ben controllabili con comuni antidolorifici. Tali disturbi scompaiono rapidamente alla sospensione del trattamento.
L'utilizzo delle cellule staminali ematopoietiche prelevate dal sangue del cordone ombelicale ( che normalmente dopo il parto viene gettato via ) , è senza dubbio una delle formule terapeutiche più efficaci ed all'avanguardia per trattare e risolvere gravi malattie.Il prelievo del sangue placentare è semplice e del tutto indolore sia per la madre che per il neonato. Il percorso inizia con un colloquio informativo durante la gravidanza. Chi volesse donare il sangue del cordone ombelicale deve comunicarlo al proprio ginecologo , è necessario che la coppia donatrice sottoscriva un documento nel quale dichiari la disponibilità a conservare gratuitamente il campione presso la Banca pubblica collegata al centro di prelievo e, soprattutto, ad acconsentire alle indagini di laboratorio e test genici previsti dalla legge per accertarne l'idoneità a scopo terapeutico o per l'utilizzo a scopo di ricerca.
Chi può fare la donazione :
Tutte le future mamme che non abbiano avuto una gravidanza a rischio e che abbiano concluso la 34esima settimana di gravidanza. Il prelievo può essere effettuato sia dopo il parto naturale sia dopo il taglio cesareo. L'anestesia epidurale non costituisce alcuna controindicazione alla donazione.
Le donne che non siano portatrici di malattie ereditarie (ad esempio anemia mediterranea), e che non abbiano contratto infezioni durante la gravidanza.
Le donne che, insieme al proprio partner, non hanno contratto malattie infettive come l'Epatite e l'Aids.
Le mamme il cui parto non ha presentato complicanze ostetriche, come la sofferenza fetale acuta.
non si può donare :
Prima delle 34 settimane di gravidanza
Se la mamma ha qualche disturbo: febbre, anemia o infezioni
Quando il bambino ha una malformazione congenita o quando c'è evidenza di sofferenza fetale
Quando le membrane si sono rotte da più di dodici ore rispetto al parto.
Come avviene la raccolta?
Al momento del parto, sia vaginale sia cesareo, quando il cordone è già stato reciso e il neonato è stato allontanato dal campo operativo,
avrà inizio raccolta che eseguita da personale ostetrico addestrato secondo metodiche standard, mediante sacche apposite monouso, dotate di dispositivi di sicurezza per l'operatore e di sistemi a circuito chiuso per assicurare l'integrità della sacca e la sterilità del prelievo.
Dopo la raccolta le unità di sangue cordonale vengono etichettate con codici a barre per garantirne la "tracciabilità" (nel massimo rispetto della privacy) futura in sede di "bancaggio" e inserimento del campione del registro donatori. Il trasporto alla Banca avviene entro 36 ore dal prelievo dentro appositi contenitori che assicurino l'integrità e la purezza (assenza di agenti infettivi endogeni).